Éclair Chen, campionessa di polo cinese

Éclair Chen, campionessa di polo cinese

Un incontro digitale, come ci ha abituati il COVID, per essere incantati dallo splendido sguardo di Eclair Chen, campionessa cinese di Polo ed esempio per i giovani.

Si trovava durante la sua quarantena in Inghilterra in attesa di tornare a Cambridge dove segue un MBA e ci ha concesso una video chiacchierata.

Era di ritorno dall’Italia dove aveva disputato le gare di Polo sulla Neve a Cortina d’Ampezzo dove erano in corso i Mondiali di sci, precisamente all’Italia Polo Challenge. Inutile dire che la sua squadra ha vinto e si è distinta come Capitano della Squadra segnando con due punizioni.

Quello che ci ha immediatamente colpito è stata la serenità e la profondità dello sguardo, data forse anche dal taglio degli occhi che rivela una origine dal nord ovest del paese, in una regione dove gli uomini da secoli convivono con i cavalli e dividono con loro le loro sorti.

Eclair si sposta con la sua famiglia in Canada quando aveva 13 anni e i suoi fratelli sono i primi a praticare il polo. Li segue poco dopo attratta dal fatto che non c’è solo il rapporto con il cavallo ma anche quello con tutta la squadra.

Éclair Chen, campionessa di polo cinese
Éclair Chen, campionessa di polo cinese

Il polo è qualcosa che permette di conoscere il gioco di squadra. Mentre nel dressage o nel salto c’è una relazione unica fra l’uomo e il suo cavallo, nel polo ci si deve relazionare con il proprio cavallo ma anche con altri cavalieri. Si deve arrivare a superare la sfera personale per entrare in quella degli altri.

Le chiediamo di raccontarci qualcosa in più della sua formazione. Non è facile trovare atleti che hanno raggiunto contemporaneamente risultati sportivi e universitari eccellenti. Scrutando nei siti web cinesi avevamo letto che Eclair ha raggiunto un dottorato di ricerca in antropologia in Cina.

“Come fate a sapere tutto questo?” ci dice bonariamente “ho fatto studi in varie parti del mondo, Canada, UK e Cina e mi sono sempre appassionata di culture e di storie. L’anno scorso ha completato il Dottorato di Ricerca ma la cerimonia di fine corso è stata rimandata a causa del COVID e spero di potervi partecipare a breve”.

Ma Eclair ci racconta anche di come lo sport la abbia aiutata nelle sue ricerche. Quando è stata in missione antropologiche in Marocco, Tailandia e UAE, tutte le persone incontrate si mantenevano riservate e non uscivano mai dalle fredde consuetudini formali.

Ma quando incontrava quelle stesse persone sui campi di gara, allora riusciva a stabilire dei rapporti umani con i propri compagni di gioco. E questo modo informale di rapportarsi faceva crescere il gioco di squadra e favorisce la creatività nelle sue ricerche.

Sappiamo il Polo Invernale sarà per la prima volta ammesso ai Giochi Olimpici di Pechino del 2022 e le chiediamo qualcosa sullo sviluppo di questo sport in Cina.

“Il polo è nato nelle regioni persiane come modo per addestrare i soldati per prepararli ad affrontare le guerre, ma è indubbio che in Cina ha assunto dei connotati unici e forse più vicini al polo attuale.

Infatti veniva praticato anche dalle donne durante la dinastia Tang. Era più un evento sociale e sportivo che uno militare e per questo potremo dire che quegli spettacoli equestri erano l’inizio delle gare sportive moderne.”

Ed Eclair ha ragione, abbiamo già pubblicato articoli di storici cinesi che ad esempio raccontavano delle ‘case di moda’ che lavoravano alle divise degli sportivi del polo durante la dinastia Tang (618-907). E la moda ci porta subito all’Italia e le dobbiamo chiedere qualcosa sul nostro paese.

Eclair ama molto l’Italia e siamo rimasti sorprese dal vedere quanto è profonda la sua conoscenza: “siete un paese che è nato dall’unione di tanti piccoli stati e in ogni regione si possono trovare e scoprire storie, gusti e persone che sono davvero speciali. Girando l’Italia dal nord al sud non ci si può annoiare anzi, ci si può solo arricchire.”

Ci ha incantati ma non poteva essere altrimenti per questa donna sportiva che ha fatto della cultura un suo punto di riferimento.

Non potevamo lasciarla prima di averle chiesto qualcosa sui bambini e sulla nostra Fondazione.

“Il cavallo è fondamentale per la crescita dei bambini, è un ponte con la natura ed è fondamentale quando un bambino ha difficoltà. Può aiutarlo ad affrontare la sua situazione e ho personalmente potuto assistere a miglioramenti. Ho assistito ad alcuni casi in cui gli sport equestri hanno migliorato le condizioni dei bambini autistici e Asperger ".

Eclair trova la nostra Fondazione "fantastica" ed è attratta dalla storia della collezione e da come possiamo usare il cavallo per avvicinare i bambini all'arte e alla storia.

"Se posso fare qualcosa per voi fatemelo sapere, sarò felice di essere un testimonial per i bambini!". La ringraziamo per questa proposta, e inizieremo subito a lavorare su alcune idee per il 2022, Anno della Cultura e del Turismo tra Italia e Cina.


 

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